di Stefano Rodotà
La Repubblica, 19/10/2011
La qualità della politica e dei politici si misura nelle situazioni difficili. Grave è sicuramente quel che è avvenuto sabato a Roma, e proprio per questo sarebbe stato indispensabile, da parte di tutti, reagire senza emotività, senza cedere alla tentazione di sfruttare la situazione per catturare qualche facile consenso.
E senza proporre misure che poi, in concreto, possono rivelarsi pericolose e pure scarsamente efficaci. Qualche memoria in questo senso dovremmo averla, a cominciare da quella legge Reale così incautamente evocata. E dovremmo aver capito, proprio perché abbiamo attraversato il dramma del terrorismo, che la forza della democrazia sta nella capacità di utilizzare fermamente la legalità ordinaria, senza precipitarsi ad invocare leggi eccezionali appena ci si trova di fronte a qualche difficoltà. La fuga nella legislazione eccezionale è stata troppe volte la via per apprestare alibi, per coprire inefficienze. Ed è stata pagata assai cara, perché le istituzioni hanno presentato una inutile faccia feroce, mentre tardavano nel mettere a punto le adeguate misure organizzative. Scrivere una norma è facile. Ben più arduo, ma indispensabile, è proprio predisporre strutture in grado di fronteggiare tempi mutati e difficili.
Il ministro dell’Interno, Maroni è apparso dimentico di tutto questo, preso da una voglia di fare che lo ha spinto a formulare proposte che, una volta di più, dimostrano quanto sia debole nell’attuale ceto di Governo la cultura della Costituzione. Rivelatrice è quella che vuole introdurre l’obbligo per gli organizzatori dei cortei di fornire una garanzia economica per risarcire gli eventuali danni arrecati da chi scende in piazza. Lasciamo da parte le enormi difficoltà tecniche e pratiche di una garanzia del genere (ma chi diavolo sono i consiglieri dei nostri governanti?). Consideriamo l’incidenza che essa avrebbe su uno dei diritti politici fondamentali, quello di manifestare in pubblico. Certo, questo deve avvenire “pacificamente e senza armi”, come vuole l’articolo 17 della Costituzione.
Ma è arbitrario aggiungere a queste parole la formula “e avendo adeguata capacità patrimoniale”. Un diritto fondamentale della persona diverrebbe così appannaggio di chi può pagarselo. Stiamo per tornare ai tempi della cittadinanza censitaria? Mai incostituzionalità è apparsa tanto clamorosa.
Vi è poi un bricolage di altre proposte specifiche, saltando dall’arresto in flagranza differita, a nuovi reati associativi, all’estensione ai manifestanti delle misure previste per i violenti nelle manifestazioni sportive (Daspo). Misure che dimostrano casualità e improvvisazione, proprio quando sarebbero stati necessari freddezza e rigore. Mi limito qui a ricordare la fatica con la quale la Corte costituzionale ha salvato il Daspo, e la possibilità di ritrovare nel fin troppo ricco armamentario penalistico indicazioni per qualificare i comportamenti violenti in modo tale da renderli concretamente perseguibili, senza tuttavia entrare nel territorio minato del “tipo d’autore”, per cui si rischia di trasformare il fatto di manifestare in comportamento criminoso.
La democrazia, dovremmo saperlo, è un regime difficile, dove la stessa salvezza della Repubblica non può mai essere pagata con il sacrificio di diritti fondamentali. Ma proprio qui sta la sua forza profonda, perché può opporre la sua fiducia nella libertà anche a chi la nega. E così può sfuggire alla trappola nella quale i violenti vorrebbero chiuderla: obbligarla a negare se stessa, per divenire in tal modo più agevolmente attaccabile. Questo è il garantismo dei tempi difficili, votato alla difesa dei principi e non strumentalizzato per la difesa di interessi personali.
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E incivile un paese che non si occupa di proteggersi dai ladri incravattati travestiti da professori e dai politici in calore. A proposito dei cani di Green Hill…Nessuno ha paura della legge elettorale, perchè la “casta” politica sa benissimo di essere protetta dal signoraggio bancario primario e secondario… informatevi… IL DEBITO PUBBLICO E’ UNA TRUFFA NON SI DEVE PAGARE come anche le varie tasse. Addirittura adesso ci sarà la tassa sugli animali domestici… cosa che porterà ad una moria di animali senza precedenti per abbandono da chi non può permettersi la spesa della tassa. La malvagità e l’avidità che hanno traviato l’umanità sino ad ora… devono finire, ma affinchè questo avvenga bisogna mirare dritti alla causa di tale malvagità… questa malvagità si chiama signoraggio bancario primario e secondario. Scomparso questo flagello anche tutti gli altri si dissolveranno come neve al sole. Urge un referendum contro il signoraggio bancario. E anche l’umanità e gli animali saranno liberi dalla malvagità del sionismo e dal Talmud babilonese.
Non finirò mai di ripeterlo come fece il prof. Auriti morto in uno strano incidente. E non è la Sicilia in realtà o i siciliani ma la massoneria di Palermo a cui fa capo la Compagnia di Gesù alias C.I.A. a scassare i maroni a tutto il mondo. E’ da li che partono gli ordini alla mafia signori e tutto di nascosto. E questo fa capo al proprietario della banca nazionale inglese e capo della massoneria mondiale Elizabeth Alexandra Mary Windsor di York (non dimenticate che il famoso re Costantino il quale decise di divinizzare la figura del Cristo a dispetto di Ario durante il consiglio di Nicea del 20 maggio 325 era inglese) e gli inglesi ci stanno turlupinando da circa venti secoli. Sveglia.
Monti è un massone affiliato al gruppo Bilderberg e quindi nonostante i suoi titoli e la sua cravatta non ha la dignità per governare un paese… esattamente se non peggio di Berlusconi.