Da dove vengono e dove abitano gli immigrati in Italia oggi?

Riprendiamo, con l’ausilio delle oramai famose carte geo-politiche della Rivista Limes, coordinata e diretta da Lucio Caracciolo , un inchiesta sull’Italia oggi e sul ruolo ed influenza dell’immigrazione sul nostro destino futuro ( carte di Laura Canali)
209_colore_dadovevengonomigranti_500La carta illustra i principali flussi migratori verso l’Italia. Divise per nazioni e continenti, le cifre (in migliaia di persone) dimostrano che la maggior parte degli immigrati presenti nel nostro Paese, provengono dall’Europa dell’Est e dal Maghreb. Nella mappa possiamo inoltre osservare come esistano vere e proprie “nazioni-base” per il transito organizzato di persone, come ad esempio Libia, Turchia ed i Paesi dell’ex-Yugoslavia.

Oggi vivono da noi circa 4 milioni di stranieri, di cui almeno mezzo milione clandestini. Su quasi 60 milioni di abitanti, si tratta del 6,7% della popolazione. Siamo in proporzione il paese al mondo che attrae più migranti. Un flusso vorticoso, ingestibile dallo Stato, orientato dalle singole comunità etniche e dai loro capi, intermediari fra paese d’origine e Belpaese d’accoglienza o di transito. Abbiamo in casa un mondo variopinto: i sei principali ceppi d’immigrati – composti largamente da giovani, dei quali uno su dieci nato in Italia – provengono da Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina e Filippine. Tendono a concentrarsi al Centro-Nord, soprattutto in Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio. Tutti gli indicatori confermano che stante il bassissimo tasso di fecondità delle donne italiane (metà rispetto a quello delle immigrate), il nostro primato mondiale quanto a ultrasessantenni e al rapporto fra anziani inattivi e forze di lavoro, le assai selettive vocazioni lavorative degli italiani di nascita e le necessità di industria, agricoltura e servizi, il nostro futuro dipende dall’integrazione degli immigrati. In specie delle seconde generazioni – o prime e mezzo, grazie ai ricongiungimenti. Gli italiani del XXI secolo saranno sempre meno bianchi e cristiani o non saranno.
209_colore_dovevivonogliimmigrati500La carta illustra, attraverso una serie di grafici per ogni regione italiana, l’entità numerica di cittadini stranieri e immigrati residenti. Si può notare come le regioni che ospitano il maggior numero di persone immigrate sono la Lombardia ed il Piemonte, seguite dal Veneto. Una conseguenza naturale, come è possibile osservare sulla mappa, è che il Nord è l’area dove maggiore è l’impatto dell’immigrazione. Grazie ai grafici, possiamo intuire facilmente che, fra le varie etnie e popolazioni immigrate, quella romena è la più numerosa con una particolare concentrazione nel Lazio ed in Piemonte. Al secondo posto, in termini di entità numerica, troviamo i marocchini, residenti soprattutto al Nord, in particolare in Emilia Romagna. Seguono gli albanesi (in Puglia, Lombardia e nelle regioni centrali) ed infine i cinesi, sparsi in maniera abbastanza omogenea su tutto il territorio italiano.

209_colore_latrazioneversosud5001La carta illustra l’attrazione italiana verso il Sud, in particolare l’area del Maghreb. Nel bene e nel male, l’Italia è sempre più geopoliticamente legata all’area meridionale del Mar Mediterraneo. Con tutto quello che ciò può comportare in termini di rischi e opportunità. Dal Nordafrica partono i principali flussi di clandestini e di organizzazioni criminali. Flussi che non seguono soltanto la direttrice nord-sud ma anche est-ovest, ovvero dal Grande Medio Oriente e dalla Russia. La mappa ci illustra anche i principali centri nella rete dell’immigrazione illegale, tra cui Tripoli, Mosca, Bucarest e Belgrado. Libia e Algeria però possono rappresentare anche una fonte di ricchezza per l’Italia, dato che nell’area sahariana sono presenti giacimenti di gas e petrolio. Se l’at trazione verso sud si fa sempre più forte, è anche vero che l’Italia sta perdendo influenza e peso all’interno del concerto europeo, in particolare nell’UE, con la Svizzera che quasi simbolicamente rappresenta una barriera verso il Nord.
Per quanto riguarda i rapporti transatlantici, con la nuova amministrazione americana i rapporti non sono più idilliaci come una volta, caratterizzati da una velata freddezza. Quet’ultimo un elemento assente nei rapporti con Mosca che con il temposi sono fatti sempre più forti.

Sul fronte esterno, l’origine mediterranea dei flussi principali (Balcani e Maghreb in testa) può contribuire a riconnetterci al nostro “estero vicino”. Il Mediterraneo sarà l’area privilegiata del nuovo sviluppo italiano, quando mai riprenderemo a correre. Qui si gioca la nostra capacità di riproiettarci nel mondo, di svolgere una funzione geopolitica riconosciuta dalle maggiori potenze e anzitutto dai partner europei. Dovremmo guardare al mare che ci bagna con speranza e progetto, invece che con sospetto, se non terrore. Il destino d’Italia non dipende da Lampedusa, da cui entra peraltro una frazione dei clandestini. Discende da una proiezione geopolitica, economica e culturale che possa avvicinare l’ideale di un nuovo circuito mediterraneo, di cui l’Italia si troverebbe al centro ma per cui ancora non è né strutturalmente né psicologicamente attrezzata.
209_colore_italiasenzaitalia500La carta illustra la diffusione e le principali direttrici di penetrazione delle maggiori organizzazioni criminali in Italia. Oltre a Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita, possiamo osservare la presenza da qualche decennio ormai della mafia russa, di quella albansese, di quella cinese e nigeriana. Mentre il Sud appare come il regno incontrastato delle mafie autoctone, che tendono a diffondersii verso Nord, quelle “straniere” vedono un importante radicamento soprattutto in Italia settentrionale e nel Lazio.

Trascurando gli immigrati e le loro principali aree di origine – il vicino Sud e l’Est – saremmo esposti alle peggiori minacce. Subire anziché organizzare la trazione della Penisola verso le sponde meridionali e orientali accentuerebbe la lottizzazione dei nostri territori a favore di entità criminali, tollerate quando non supportate da alcuni Stati di origine perché le rimesse della diaspora, non importa come accumulate, ne sostengono le economie. Si produrrebbe così l’ulteriore frammentazione del paese. Alle regioni meridionali già cedute alle mafie si sommerebbero i ghetti del Centro-Nord, incistati nelle nostre città, a completare la decostruzione dell’Italia. I gruppi criminali immigrati optano infatti per le aree dove non si esercita la sovranità effettiva della ‘ndrangheta, della camorra o di Cosa Nostra, ma quella meno cogente della repubblica. Nella più cupa delle ‘Italie’ possibili il Sud e parte del Centro-Nord sarebbe oppresso dalle società criminali nostrane, il resto solcato dalle omologhe confraternite balcaniche o nigeriane, russofone o maghrebine (carta a colori 4). Un buco nero destinato a germinare ideologie razzistiche, con relativa proliferazione di scontri fra “italiani” e diaspore armate a proteggere i rispettivi ghetti.

Lucio Caracciolo
Limes 04/03/09

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9 Risposte

  1. Di questo passo tra qualche decennio solo qualche regione del sud e le vallate alpine più remote potranno definirsi di cultura italiana, il resto sarà stato fagocitato dall’insipido minestrone della globalizzazione e non avrà più ne un’identità ne una cultura nazionale

  2. mancano le percentuali

  3. la cultura è alimentata dalla diversità..e non cè informazione senza differenza. per fortuna che esistono i “diversi” , che portano un valore aggiunto ad una cultura che non andrà mai perdendosi..certo se gli esponenti di questa cultura italiana si barricheranno sulle montagne..

    il pregiudizio è simbolo di ignoranza..e di poca conoscenza di sè e della propria storia
    welcome to every human being!!

  4. congratulazioni!

  5. Ricordo che già dicevo a mio padre, negli anni 70-80, prepariamoci ad una invasione, allora erano i sacerdoti africani e scrivo molto di frequente nel mio blog di questi nuovi che piano piano ci fagociteranno. L’italiano vero piano piano scomparirà. La Storia è un esempio: gli Etruschi della mia città, Perugia, si sono dovuti sottomettere ai Romani. Mi scuso per la ripetizione del Piano piano, ma è così.
    L’importante è che l’Altro sia conosciuto meglio, perchè l’Altro sa portare cultura e forse , senz’altro più civiltà di quella che abbiamo noi attualmente.
    In fondo l’Italia è stata sempre terra di passaggio, Greci, Arabi, Spagnoli e non so chi altri. Templi , costruzioni, strade….
    L’importante è che chi ci guida, sappia farlo bene e nel migliore dei modi.

  6. Io non credo Maria che ci debba essere giocoforza un futuro di invasioni da temere, ma solo prepararci e creare condizioni per una multiculturalità. Il mondo è oggi molto diverso da quello di 20 anni fa e sta cambiando a velocità impressionante. La difficoltà di governo delle nuove classi dirigenti saranno sicuramente maggiori proprio perchè chi avrà più lungimiranza ( oggi non c’è una classe dirigente di questo tipo) dovrà scontrarsi idealmente e cercare di affermare idee di progresso e di integrazione sociale rispetto a chi pensa solo all’interesse egoistico, immediato, ristretto e protezionistico. Senza contare il sentimento della ” paura” che i demagoghi ed i populisti riescono sempre tristemente ad agitare verso intere popolazioni giocando sugli istinti primordiali e sulle campagne di mediatizzazione oramai fondamentali nella formazione di un’opinione.

  7. ci sono troppi immigrati dovrebbero rimanere a casa loro e cercare di dare una spinta alla propria nazione da tutti i punti di vista anzichè venire qua e togliere molti posti di lavoro agli italiani..

  8. Ti ringrazio Chiara, ma con franchezza devo dissentire totalmente dalle tue parole. Dovresti informarti di come la stragrande maggioranza di chi emigra dal proprio paese ( pensa a quali e quanti affetti lasciano e con quali nostalgie spesso non vedono per anni) lo fa o per la ricerca di un lavoro che permetta una sussistenza per la famiglia o per ricercare asilo politico e fuggire da zone di guerra e sterminio o di rappresaglia verso avversari politici. Quanto poi al lavoro che fanno, basterebbe rispondere a lla domanda semplice: hai visto quali sono i mestieri che fanno? Pensi che a quel tipo di offerta di lavoro risponderebbero in ugual misura gli italiani ( manovali, raccoglitori di verdura, scaricatori e uomini di fatica, badanti per anziani, lavapiatti, trasportatori ecc ?). Le statistiche riportate nell’articolo che hai letto del resto sono oggettive e sufficientemente chiare per capire molte cose del fenomeno. E poi ricordi per averlo studiato quanti italiani hanno emigrato all’inizio dello scorso secolo; pensi che lo avrebbero fatto se non fossero stati costretti ?
    Prova a studiare e ad informarti senza pregiudizi questi fenomeni, poi sicuramente conoscerai tante realtà che la televisione oggi non fa niente per aiutarti a capire

  9. avete proprio ragione….non è possibile che l’italia è diventata uno stato con più stranieri che abitanti nativi… l’italia non si chiamerà più italia ma “estero”

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