Marino: scelta ideologica sulla RU486

Intervista a Ignazio Marino di
Paola Zanca, Il Fatto, 28/11/2009

Il tanto atteso parere del governo sull’introduzione in Italia delle pillola abortiva è arrivato ieri sera. Dice che l’aborto farmacologico deve avvenire “in regime di ricovero ordinario” sotto “specifica sorveglianza” e che “la donna deve essere trattenuta fino all’espulsione dell’embrione”. Ora l’Aifa dovrà nuovamente valutare, così auspica il ministro Sacconi, “la delibera adottata”. E i settecento giorni che ci sono voluti per arrivare a una decisione sono destinati a crescere ancora.
Senatore Marino, che ne pensa?
Il fatto che sia necessaria una vigilanza clinica dopo l’assunzione del farmaco è scritto da ormai due decenni nella letteratura scientifica. La sorveglianza è fondamentale e può essere realizzata con la permanenza in ospedale o con altri meccanismi, come un day hospital o un numero verde attivo 24 ore al giorno. Il punto è che si tratta di criteri che non può stabilire la politica: li definisce un medico, sulla base delle sue conoscenze scientifiche e del rapporto che ha con il paziente.
Nulla di forzato e obbligatorio, quindi. Continua a leggere…

Il grande papello


di Marco Travaglio
Il Fatto, 28/11/2009

La scena, mutatis mutandis, è questa: un poliziotto interviene per sventare una rapina in banca, ma i rapinatori lo pestano a sangue e se la danno a gambe col bottino in spalla, urlando che se non si possono più rapinare serenamente le banche allora siamo alla vigilia della guerra civile e lasciando il malcapitato esanime sul selciato. Assiste al fattaccio un anziano e distinto signore molto british, con lobbia, impermeabile e ombrello: arrota la boccuccia a cul di gallina, guarda nel vuoto e spiega al malcapitato che, nell’interesse del Paese, bisogna fermare la spirale della crescente drammatizzazione cui si sta assistendo, delle polemiche e delle tensioni non solo tra opposte parti politiche, ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali. Dunque invita l’agente che rantola a uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche e gli raccomanda di attenersi rigorosamente allo svolgimento della sua funzione. Poi, prima di andarsene con passo deciso, butta lì che spetta al Parlamento esaminare, in un clima più costruttivo, misure di riforma volte a definire corretti equilibri tra rapinatori e polizia. Subito, dalle principali forze politiche, si levano compiaciuti gridolini di giubilo per l’autorevole monito alla pacificazione fra guardie e ladri, immediatamente raccolti e amplificati dai telegiornali in vista dell’auspicata pacificazione dopo il lungo scontro in atto nel Paese fra chi rapina le banche e chi vorrebbe impedirglielo. Continua a leggere…

In piazza contro il processo breve. Ecco i procedimenti a rischio.

Libertà e Giustizia, 25/11/2009

Con il ddl del processo breve, sono a rischio nell’ambito penale dal 10 al 40 per cento dei procedimenti. Una forbice molto ampia quella descritta dalla VI Commissione del Csm che ha ascoltato i vertici dei nove uffici giudiziari italiani più importanti: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo. Le previsioni sono allarmanti, poiché la prescrizione del processo penale moltiplicherà la richiesta di risarcimenti in sede civile delle persone offese. Inoltre perché avvalersi di riti alternativi quando si può puntare alla prescrizione? Alla fine il rischio è che si arrivi alla moltiplicazione dei processi. Tra le difficoltà segnalate anche la trasmissione degli atti dal primo al secondo grado dei procedimenti, tempi che arrivano anche ad un anno, come ad esempio a Torino. Tra i reati che saranno cancellati dall’entrata in vigore del ddl figurano la corruzione, la truffa, la colpa medica, il naufragio colposo, i reati che riguardano la famiglia e l’aggiotaggio. Il Ddl sul processo breve avrebbe ripercussioni gravi anche nel settore civile. “Nessun capo ascoltato ci ha indicato percentuali inferiori al 20 per cento – dice il consigliere del Csm Giuseppe Maria Berruti, – nei casi peggiori intorno al 46-47, casi di processi pendenti nel civile che hanno raggiunto il limite di un anno, sei mesi e un giorno” per cui è possibile chiedere un’istanza di accelerazione. Continua a leggere…

Quattro punti per scardinare la democrazia

Il documento del Pdl, 26/11/2009

Presidenzialismo, riforma della magistratura, processo breve e lodo Alfano Costituzionale. Così Berlusconi ridisegna la democrazia. Ecco il documento ufficiale del Popolo della Libertà.

“Anche il corso dell’attuale legislatura è stato turbato dall’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità.
Si tratta di una questione che è giunta ormai ad intaccare la natura stessa della democrazia, che si fonda cioé su un corretto e giusto equilibrio fra i diversi poteri e ordini dello Stato. Questo equilibrio, che le diverse tradizioni politiche che contribuirono a scrivere la nostra Carta Costituzionale avevano cercato di garantire e di preservare, è completamente saltato, soprattutto dopo le vicende giudiziarie che hanno travolto il sistema politico della cosiddetta Prima Repubblica.
Cosicché l’Italia è l’unico Paese in cui la magistratura ha finito per acquisire un peso così abnorme nella vita democratica e di converso il potere politico fondato sulla sovranità popolare rischia di apparire impotente a svolgere le proprie finalità.
Questo problema non riguarda una sola persona o un solo partito ma la natura stessa della democrazia e la capacità di chi è investito di una responsabilità politica di adempiere alle proprie responsabilità nei confronti dell’intero Paese.

Per questo il Popolo della Libertà si sente impegnato a sostenere con forza in Parlamento

1. una riforma delle istituzioni che consenta una maggiore efficacia dell’azione dell’esecutivo, anche nell’ambito dell’elezione diretta del capo del governo e di un sistema di contrappesi fondati anche su un maggior potere di controllo e di indirizzo del Parlamento.

2. Nel contempo il Popolo della Libertà ritiene urgente una riforma della giustizia che ridisegni i rapporti fra i diversi poteri e ordini dello Stato, nel segno dell’equilibrio e della reciproca autonomia e indipendenza.

3. Nell’ambito di questa riforma complessiva della giustizia si pone anche l’opportunità di una legge che ponga un limite alla durata indefinita dei processi, che rappresenta di fatto in Italia una pena aggiuntiva, giustamente condannata dalla Corte europea dei diritti.

4. Infine si è stabilito di riproporre in veste costituzionale il contenuto del Lodo Alfano”.

L’Ufficio di Presidenza ha dato mandato ai coordinatori nazionali di presentare entro la prossima settimana le proposte riguardanti i candidati alle prossime elezioni regionali.
Inoltre l’Ufficio di Presidenza ha dato incarico alla Consulta “Riforme e problemi dello Stato” di avviare “l’esame delle proposte relative alla questione della cittadinanza verificandone anche la sintonia con il programma di governo sottoposto agli elettori. Mentre ha ribadito che ogni ipotesi di voto ai non cittadini italiani è estranea al programma e alla linea politica del Popolo della Libertà”.
L’Ufficio di Presidenza ha infine approvato l’avvenuto avvio della campagna tesseramento 2009-2010 e le relative iniziative che il Popolo della Libertà organizzerà nel fine settimana 12-13 dicembre in tutte le principali città italiane. “Tutti i punti del presente documento sono stati votati all’unanimità dai componenti dell’Ufficio di Presidenza”.